Le scarpe. Un accessorio che calziamo tutti i giorni. Che siano da ginnastica, col tacco, mocassini, paperine, stivali, infradito, saldali, proteggono il nostro piede dalle avversità presenti sul terreno. Ognuno decide quali indossare. Comode o scomode, per un'occasione o per la routine quotidiana, tante o poche ... l'importante è starci bene dentro e soprattutto che siano funzionali al loro compito.
Ma le scarpe possono aprire altri scenari di riflessione.

A volte si ha la pretesa di sapere come altri le indossano sia dal punto di vista "estetico" sia da un punto di vista "metaforico". Nessuno può stare nelle scarpe degli altri (in tutti i due sensi letterali di questa frase) e nessuno può giudicare come e perché quelle scarpe vengono calzate e portate. Ognuno deve indossare le proprie al meglio senza pretendere di entrare in quelle di altri. Perché quando si cerca di entrarci ci si rende conto che possono essere strette o larghe, comode o scomode per il nostro piede e soprattutto da quella prospettiva si ha una visione limitata della persona che le indossa. Solo il proprietario delle calzatura ti può descrivere come cammina con quelle scarpe nelle strade della sua vita. La pretesa di saperlo a priori preclude ogni conoscenza, ogni spazio di scoperta e di cammino, qualunque esso sia ...
Se avessi fatto, per esempio, il cammino di Santiago nelle scarpe di un mio compagno di viaggio sicuramente non avrei fatto neanche un chilometro ... ma 24 scarpe hanno fatto 160 km cercando di conoscersi e capirsi nonostante le diversità che, fortunatamente proprio perché esistono (bisogna solo saperle accettare mettendosi in discussione), danno sapore, gusto e colore alla vita.
Nessun commento:
Posta un commento