domenica 11 maggio 2014

L'acqua che disseta

Pensieri cullati dal pullman nel viaggio di ritorno da "La Chiesa per la scuola" - Piazza San Pietro 10 maggio 2014 - Grande Coro Hope


Mi sento come un asciugamano appena uscito dalla lavatrice dopo una centrifuga. Stropicciata dalla stanchezza e profumata e rigenerata dall'ammobidente vissuto ieri in piazza San Pietro. Vivere la parola servizio quando sei a due passi dal Papà della Chiesa, davanti a 300mila persone e facendo una cosa che ti piace fare cioè cantare non deve essere qualcosa di scontato e soprattutto deve essere sostenuto dalla parola dono.


Se non dovesse essere così è inutile vivere queste esperienze così totalizzanti perché dopo un mese e a distanza di anni non lasciano traccia nel percorso della vita. Si sommerebbero ai tanti eventi ai quali partecipiamo per divertimento, per protagonismo, per esaltazione, in una continua vetrinizzazione sociale - amplificata dai social media - che avrà sempre più sete di quell'acqua attinta dal pozzo dalla samaritana la quale, però, non appaga. L'acqua che disseta sono i gesti che parlano di Lui. Nient'altro.



Allora essere sullo stesso palco insieme a Fiorella Mannoia, Max Giusti, Veronica Pivetti, Francesco Renga o trovarsi, uscita dalla toilette, davanti a Giulio Scarpati è sì un privilegio ma che rientra nella dinamica del servizio in cui il vero protagonista è Lui e la sua testimonianza attraverso i talenti che Lui ci ha messo a disposizione e dei quali ci ha dato la libertà e la possibilità di utilizzarli al meglio. Questo è servire la Chiesa. 

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