Prima di lasciare Cafayate merita vedere un tramonto da Los Médanos: genera pace lasciarsi cadere a peso morto tra la sabbia; è un’esperienza appagante e rigenerante. Da Cafayate a Salta, passando per la Quebrada de las Conchas (Ruta 68), i colori, invece, sono l’elemento centrale nel paesaggio. La vista de la desde Tres Cruces lascia senza fiato. Il paesaggio è lussureggiante e lo sguardo si perde tra il verde, il rossiccio e l’azzurro del cielo. L’Anfiteatro e la Garganta del Diablo ti conducono, invece, all’interno del mistero dell’elemento naturale acqua: curve sinuose percorrono le pareti delle rocce e, immergendosi all’interno di questi templi naturali, sembra di danzare senza muoversi.
A pranzo, verso le 15, eravamo a Salta e Jorge ci ha fatto provare un ristorante spaziale. La Cantina de Angelino. Una sola raccomandazione: non mettetevi grosse cose da fare per il pomeriggio; per la quantità di cibo che si mangia la sonnolenza è garantita. Un giro per Salta, senza pretese, per smaltire le calorie ingerite è altamente consigliato.
Il giorno successivo il protagonista assoluto è stato il Tren a las Nubes. Vi consiglio di prenotarlo direttamente in Italia dal sito ufficiale http://trenalasnubes.com.ar/. Ci sono due tariffe in base alle esigenze: una comprende il bus da Salta sino a San Antonio de los Combres e ritorno con treno incluso e l'altra solo con il treno. Noi, avendo la nostra guida andina, abbiamo scelto la seconda.
L'esperienza va vissuta, attraverso la spiegazione delle guide, nel suo complesso, anche se, bisogna ammetterlo, il culmine si ha con il passaggio sul viadotto a 4200 metri sopra il livello del mare. Una volta passato il ponte, i turisti vengono fatti scendere dal treno e, in quei minuti di ristoro, tra una bancarella e una empanadas, gli argentini issano la bandiera, cantando l'inno nazionale. Un momento toccante. Andando verso Purmamarca, altra tappa interessante sono la Salinas Grandes. Una distesa di sale a perdita d'occhio. Uno spettacolo unico il contrasto con il cielo turchese che ci ha accompagnato per tutta la giornata. Tra sali e scendi siamo arrivati a Purmamarca e alla visita al tramonto del Cerro de siete colores.
Con la luce del giorno, i colori del Cerro de siete colores cambiano, sono più brillanti. Ce lo lasciamo alle spalle e ci addentriamo nella Quebrada de Humahuaca e anche qui i colori sono i protagonisti. Percorriamo la Ruta 9 che fa parte della Panamericana. Prima sosta: rovine precolombiane in Tilcara, passando per il villaggio di Maimara per ammirare la paleta del pintor, una sezione di montagna che assomiglia alla tavolozza del pittore. Passando Huacalerasi sfioriamo il Tropico del Capricorno. Hornocal (cerro de 14 colores) è un'emozione pazzesca. Siamo a quota 4300 metri. Il mirador è stato nominato Patrimonio dell'Umanità e qui la natura è suprema e superba: una montagna di formazione calcarea che racchiude i colori dell'arcobaleno. Pranzo a Humahuaca (dove ho assaggiato la carne di lama: buonissima) e visita al Monumento a los Héroes de la Independencia. Poi direzione Salta che merita un altro post.
"Più mondo vedi, più persone immagini di poter essere"
Michela Murgia
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domenica 3 febbraio 2019
Argentina 2018 - Quebrada de las Conchas, Tren a las Nubes, Quebrada de Humahuaca
domenica 27 gennaio 2019
Argentina 2018 - Da Cachi a Cafayate passando per la Quebrada De Las Flechas
Intorno alle 9 del mattino, accompagnati da un sottofondo di musica andina, partiamo. Destinazione finale Cafayate e i suoi vigneti. La Ruta 40 è una strada affascinante sia da un punto di vista naturalistico, sia per gli spunti sociali che regala. Primo fra tutti il Camino de los Artesanos lungo il quale s'incontrano botteghe gestite da famiglie che si dedicano alla lavorazione dei tessuti e del legno, soprattutto quello ricavato dai cardones. Il legno di cactus, infatti, è utilizzato come elemento da costruzione e decorativo. Proseguendo si va incontro a un paesaggio desolato: passano chilometri in cui si è solo circondati da vegetazione e da qualche paesino sperduto costituito da una piazza e una chiesa. Uno di questi è Angastago dove ricordo Karina. Entrati nel suo bar, annesso alla stazione di benzina, abbiamo chiesto un caffè. Ci aspettavamo la sola bevanda solubile e invece, con sommo stupore, dal retrobottega spunta una caffettiera e delle tazzine. Karina ci spiega che quando giungono qui italiani attinge alla riserva di caffè che una sua amica, Simonetta, le fa arrivare dall’Italia. Mentre gustiamo questo aroma di casa lei ci racconta delle meraviglie della nostra bella Italia. È sempre emozionante sentire parlare del proprio Paese da una persona di un’altra nazione. Ti rendi conto di come possano cambiare le prospettive.
Lasciata Angastago, ci dirigiamo verso Cafayate. Ma prima di arrivare c'è la bellezza che ci attende e si apre lungo la strada: la Quebrada De Las Flechas. Sicuramente è un posto che mi ha segnata. Montagne oblique che s'innalzano dal suolo. Frecce rivolte verso l'alto. Paesaggio arido, ma ricco del creato, perché modellato da millenni di fenomeni atmosferici. Un paesaggio che ti rende la presenza di Dio tangibile; capisci che dietro quella bellezza che ti riempie gli occhi c'è altro, c'è un Altro: i tuoi sensi percepiscono che c'è un disegno, una presenza, una mano non di uomo. Passata questa meraviglia si apre un paesaggio composto da vigneti. La vite del territorio di Cafayate è totalmente diversa dalla nostra; i filari, però, fanno respirare un po' l'aria delle nostre colline. Abbiamo visitato l'azienda vinicola Piattelli che, oltre a produrre vino, si dedica anche a prodotti per la cura del corpo: profumi e creme all'aroma di vino sono esposti nella hall a prezzi abbastanza accessibili.
Cafayate è una cittadina deliziosa: la piazza centrale è piena di negozietti e c'è un mercatino dell'artigianato che vale la pena visitare. Per la sera merita andare in uno dei locali sempre sulla piazza dove si può ascoltare musica dal vivo. Consiglio il birrificio La Cervecería "La Cafayateña".
Lasciata Angastago, ci dirigiamo verso Cafayate. Ma prima di arrivare c'è la bellezza che ci attende e si apre lungo la strada: la Quebrada De Las Flechas. Sicuramente è un posto che mi ha segnata. Montagne oblique che s'innalzano dal suolo. Frecce rivolte verso l'alto. Paesaggio arido, ma ricco del creato, perché modellato da millenni di fenomeni atmosferici. Un paesaggio che ti rende la presenza di Dio tangibile; capisci che dietro quella bellezza che ti riempie gli occhi c'è altro, c'è un Altro: i tuoi sensi percepiscono che c'è un disegno, una presenza, una mano non di uomo. Passata questa meraviglia si apre un paesaggio composto da vigneti. La vite del territorio di Cafayate è totalmente diversa dalla nostra; i filari, però, fanno respirare un po' l'aria delle nostre colline. Abbiamo visitato l'azienda vinicola Piattelli che, oltre a produrre vino, si dedica anche a prodotti per la cura del corpo: profumi e creme all'aroma di vino sono esposti nella hall a prezzi abbastanza accessibili.
Cafayate è una cittadina deliziosa: la piazza centrale è piena di negozietti e c'è un mercatino dell'artigianato che vale la pena visitare. Per la sera merita andare in uno dei locali sempre sulla piazza dove si può ascoltare musica dal vivo. Consiglio il birrificio La Cervecería "La Cafayateña".
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