sabato 15 giugno 2013

Un bagaglio come parte necessaria al cammino di ricerca

Il tempo, quando è investito in esperienze importanti, vola. Sembra ieri il concerto per il quinto compleanno di "2000 anni come un giorno", e, invece da quel 1° giugno, ho vissuto un'intensissima settimana in Polonia ed è passata ancora un'altra settimana.
Ma solo quando l'euforia e l'adrenalina cominciano a scemare, è proprio in quel momento che ti rendi conto del bagaglio che inevitabilmente si è depositato nella tua vita.
Questo bagaglio voglio condividerlo e rendendolo pubblico, in modo che ognuno possa acquisirne una parte necessaria al suo cammino di ricerca.



2000 anni come un giorno: Io non ho partecipato alla prima, ma ad ogni concerto o prova vivo emozioni diverse e uniche. E la fatica, i chilometri e l'impegno investiti in questa avventura, in questo racconto in-canto, sono nulla rispetto alla bellezza e alla meraviglia che 2000 anni mi dona. Tanto per fare una citazione "s'imprime negli occhi e resta sulle mani"!



Żelazowa Wola. La casa di Chopin: un posto incantevole immerso nel verde. Non è difficile pensare che quel luogo fosse per il compositore fonte d'ispirazione. Si respirava pace, serenità, ma allo stesso tempo anche malinconia ed inquietudine. La musica, che si poteva ascoltare durante la visita, poi ti rendeva partecipe di quel clima, di quell'ambiente che ha influenzato Chopin.

Lodz. La reliquia di don Bosco: mai sottovalutare o dare per scontato quello che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi. Abituati come siamo a sentire San Giovanni Bosco nella e della nostra terra, quando andiamo in altre case salesiane all'estero, la festa per l'arrivo della reliquia è accolta da un'ondata di gioia popolare che non ci appartiene. Bambini, giovani, anziani, preti e suore: tutti coinvolti, tutti insieme. Preghiera e festa sono unite in un unico sentimento collettivo. Mi ha fatto riflettere il modo in cui i polacchi manifestano la propria fede e come vivono i momenti di festa legati alla fede. Si crea un mix: si passa da preghiere in ginocchio davanti alla reliquia ai palloncini e canti in strada con giocolieri e saltimbanchi, da musiche e danze in un palco alla possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione a due passi da un teatrino "alla don Bosco".
Si gusta la genuinità dell'accoglienza e del Sacro.
Niente orpelli, nessun posto riservato.
Le processioni vengono fatte di mattina, con la luce del sole, dove i preti, le suore, i gruppi e le associazioni non fanno un corteo a se stante ma sono in mezzo alla gente: si fermano, prendono in braccio i bambini piccoli.
Ho imparato tante cose da quest'esperienza. Ho capito che la spiritualità non è una "sostanza" astratta. E' la cosa più concreta che ci sia e può essere manifestata e comunicata con vari colori e varie azioni. E non bisogna paragonare i vari modi di viverla perché sono tutti importanti anche se diversi. Io per inclinazione personale, però, sono molto vicina alla spiritualità che ho potuto vivere in Polonia. Mi sono sentita a casa anche se a chilometri di distanza.

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