giovedì 12 luglio 2018

Esaltare la dimensione del bello

Esaltare la dimensione del bello è diventato ormai una cosa rara e da custodire. Quindi per ricordarci che il bello c'è ed è in mezzo a noi e in noi, ho deciso di annotare le immagini e le parole belle su cui quotidianamente inciampo. Chissà, questo modus operandi potrebbe prendere piede e aiuterebbe non a negare le problematiche, ma a renderle più leggere e allargare i punti di vista dai quali osservare il vissuto.

Ogni mattina sono sempre e perennemente in ritardo. Per dare il ritmo ai miei passi ascolto la musica. Percorro gli stessi marciapiedi, o uno o l'altro, in funzione del verde del semaforo. L'obiettivo è arrivare in meno tempo alla fermata della metro. Stamattina incontro Rashid, un uomo che ogni mattina mi saluta dal suo luogo di lavoro: un autolavaggio. Oggi anche lui è in ritardo e anche lui ha la musica alle orecchie. Ci togliamo le cuffie: "Ciao Erika, sei in ritardo, vero?" e nel frattempo mi dà la mano. "Anch'io sono in ritardo". E' vestito di tutto punto, come se dovesse lavorare in un ufficio. Solo in quest'occasione ho scoperto che si cambia al lavoro. Lo saluto e proseguo la mia corsa.
Il semafore dei pedoni è verde, quindi proseguo sullo stesso marciapiede. Un nonno sta portando all'Estate Ragazzi il proprio nipote. Felice il bambino inizia a giocare a calcio con i propri amici. Il nonno lo osserva dalla cancellata d'ingresso. Lo superero e, voltandomi indietro, quando arrivo al fondo della via è ancora lì, con il sorriso sulle labbra e con un'espressione beata.

Oggi incontro di nuovo il ragazzo maroccino che mi saluta sempre. Mi viene incontro con una scatola di cioccolatini e mi dice: "prendine uno, la scorsa settimana mia moglie ha partorito".

Claudia D'Antoni docet: "Perché possiamo avere un sogno "con benzina" che ci tiri verso l'Alt(r)o".

- 10 giorni e per il terzo anno consecutivo Impegarsi Serve sarà nel regno eSwatini (Swaziland). Altra bellezza che pian piano cresce.

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