martedì 3 luglio 2018

L'amore (R)esiste

Queste sono grazie che si possono solo cogliere, accogliere e condividere.
Di tutto questo non si può che essere grati

Pieve di Soligo, 29 Giugno 2018 

Gentile signora Erika,
Ho letto con piacere sul giornale “L’Azione” notizie riguardo a suo zio Don Luigi Sgargetta e come fosse interessata a sapere qualcosa in più. Mi chiamo Pinco Pallo e abito a Pieve di Soligo, parrocchia dove Don Luigi, prima di esser trasferito a Cimetta, prestava il servizio d’anime.

Di lui ho un bel ricordo di giovane prete attivo sempre e a servizio del bene. A lui non serviva sapere come e da chi veniva, l’importante era che bene fosse. In quegli anni con la guerra finita da poco, il mondo rurale nella nostra zona non sapeva trasformarsi, ecco invece lui con il suo sorriso dare consigli, incoraggiare e spronare i nostri giovani contadini a formare cooperative e dare il là alla sviluppo della zona.

Non sono a conoscenza come tanto dinamismo si inceppò con il suo trasferimento, ma so che ci rimase male. Me lo confidò di persona quando mi recai a Cimetta a una visita di circostanza, per ringraziarlo di avermi donato in occasione del mio matrimonio il quadro da appendere sopra il letto che rappresentava “La Madonna della seggiola”. Passato qualche tempo il Vescovo Mons. Luciani chiese al suo clero se qualcuno volesse andare in missione in Burundi donando un po’ della sua giovinezza. Egli vi aderì con entusiasmo. Partì verso la fine dell’anno 1969 assieme all’ex sindaco di Pieve don Mario Gerlin ordinato sacerdote proprio in quel tempo, all’età di cinquant’anni.

Fu da lui che seppi questa confidenza riguardo a Don Luigi, egli si rammaricava di non essere come lui. Mi diceva: “Vedi Pinco, Don Luigi si è integrato con la gente del posto accettando anche di sedere alle loro tavole, di consumare con loro quel magro cibo, a volte anche di solo cavallette arroste, è duro da confessare ma purtroppo io non ci riesco.” Grande fu a Pieve il dolore quando si seppe della sua morte, alla cittadinanza sembrava impossibile che la notizia fosse vera. In segno di solidarietà, la parrocchia organizzò una corriera per essere partecipe al suo funerale al paese di Chieri.

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