venerdì 14 giugno 2019

L'attenzione: un accessorio da indossare

L'attenzione è qualcosa che dovremmo tenere sempre in borsa o in tasca.
L'attenzione verso un senza tetto alle 6:30 di mattina dopo la corsa 5:30.
Le ciliegie le posso lasciare sopra quella coperta che ripara dal freddo marmo sotto i portici di Via Roma. Tanto io andrò a casa e posso fare una sontuosa colazione.
Sicuramente è stato il pensiero di quella persona che ha fatto questo piccolo gesto di altruismo, che ha avuto questa preziosa attenzione.
L'attenzione verso un non vedente che, in metropolitana, non riesce a trovare l'accesso alle scale.
Posso prendere anche la metro successiva. "Signora, ha bisogno? L'aiuto a scendere?". Il pensiero e l'azione di una giovane sui 25 anni che accompagna una signora sulla cinquantina sino alla banchina e, non sazie di quell'incontro, proseguono la conversazione sul treno.
E anche le attenzioni che dono e ricevo.
Il giorno dopo, forse alzando la mia soglia di attenzione dopo aver visto l'azione della ragazza sui 25 anni, vedo in metropolitana una signora in carrozzina a cui non funziona il badge per aprire le porte dell'accesso riservato ai disabili. Mi accorgo della difficoltà. Le chiedo: "Ha bisogno?" La prima risposta che ho ricevuto è stato un sorriso. "Sì, grazie". Passo di nuovo il badge e le porte si aprono. Le restituisco il tesserino e ci auguriamo buona giornata. Riempie il cuore donarsi e di questo amore non si è mai sazi.
Stasera, avviandomi a casa, prima di entrare, mi sento chiamare "Erika"! Era il ragazzo dell'autolavaggio di fronte a casa mia che ogni mattina mi saluta. Mi avvicino, lui corre dentro il garage e ritorna con una busta dalla quale spunta una carta regalo. Mi aveva anticipato che aspettava dal Marocco un quadro che avrebbe voluto regalarmi per il mio compleanno. Con quegli occhi che dicono tutto e quel sorriso che solo le persone che assaporano ogni respiro di vita ti sanno trasmettere, mi consegna la busta, chiedendomi scusa perché il regalo è arrivato in ritardo. Riempiono sempre il cuore le attenzioni che ricevi e questo è un amore che è bello accogliere.

venerdì 17 maggio 2019

6° Appuntamento internazionale dei Giovani della Pace



Cari amici

non dimenticherò la giornata dell’11 maggio, il 6° Appuntamento internazionale dei Giovani della Pace. Una città, una piazza, migliaia di giovani da tutta Italia e delegazioni da altri Paesi del mondo. Tutti insieme per dire con la vita: “Basta guerre! Facciamo la pace!”. Bergamo ha accolto i nostri sogni, le nostre speranze e attese, ma anche i nostri impegni di bene che già esistono.

Per tutti noi, l’11 maggio è stata una giornata indimenticabile, nonostante fatiche e sofferenze. Anche le previsioni meteo ci hanno dato qualche pensiero. Erano annunciati temporali e pioggia forte, ma il tempo ci è venuto incontro: la tempesta ha aspettato che l’incontro finisse. Dal cuore, il grazie anche per questa carezza.

Il resto è un’emozione senza fine. Mi ha commosso il vostro ascolto, la vostra condivisione. Avete accolto con delicatezza testimonianze fortissime: la storia di un uomo di 80 anni che ha raccontato la tragedia della sua vita, la morte della mamma incinta di 9 mesi e della nonna a Marzabotto. Poi, la quotidianità della guerra, raccontata da padre Ibrahim, parroco di Aleppo. E infine, la speranza di Jeanette, sopravvissuta al genocidio del Ruanda che l'ha allontanata dalla famiglia naturale per molti anni.

Storie di vita che hanno rafforzato il nostro impegno a far nascere e crescere nel cuore e nella carne tanti semi di pace. È il messaggio che ho voluto affidarvi in piazza e che confermo anche con questa lettera. Continuiamo insieme ad essere indomabili, a testimoniare che è possibile rispondere al male con il bene. Sempre e ovunque.

Ringrazio insieme a voi in modo particolare il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La sua amicizia ci accompagna e ci sostiene. Anche questa volta ha voluto essere presente a un nostro incontro con un videomessaggio indimenticabile. Con lui, voglio dire grazie al Sindaco e al Vescovo di Bergamo, al Presidente della Provincia e agli enti locali che ci hanno accolto e aiutato; grazie anche a tutte le persone che hanno reso possibile questa giornata, a chi ha restituito tempo, risorse, capacità. Un movimento di bene e di gratuità che si alimenta grazie al contributo di tutti.

Cari amici, Bergamo non è stato l'evento di una giornata, ma la nuova tappa di un cammino di speranza iniziato tanti anni fa. Sentiamoci tutti protagonisti di questa storia con la responsabilità delle nostre scelte. Il mondo imparerà a fare la pace anche guardando all’esempio di ognuno e di tutti noi.

Vi voglio bene! E questo bene è per sempre.

Ernesto Olivero

giovedì 25 aprile 2019

L'importanza del 25 aprile - LA LIBERTÀ NON È UN REGALO


Ciao Ciccio, sono il nonno. Spero che tu stia molto bene. Un altro anno è passato e grazie per non avermi dimenticato. Grazie per il tempo che ti sei preso per ricordarti di me anche oggi dopo tutti questi anni. Non posso credere che tu sia già così grande. Vorrei essere lì per vedere come sei cresciuto e che genere di uomo sei diventato. Ma so già che sarei molto fiero di te.
Questa è la mia ultima cassetta. Mi piacerebbe continuare, ma di cose ce ne siamo già dette tante e io sono stanco, molto stanco.
Solo ricordati che questo Paese è quello per cui io e altri abbiamo combattuto. NON È STATO UN REGALO. Non dimenticarlo mai. Se arriveranno a minacciare la tua libertà e quella dei più deboli - perché quelli partono sempre dai più deboli - scendi in piazza, agitati, scrivi, opponiti e coinvolgi  più persone possibile. Se ti diranno che è normale odiare una persona, che è giusto sottomettere le donne, useranno parole me "prima noi degli altri", tu promettimi che non renderai mai vano quello per cui abbiamo combattuto da giovani.

lunedì 22 aprile 2019

Argentina 2018 - Le cascate di Iguazu lato argentino e brasiliano - Ruta gesuitica

Eccoci all'ultimo post del mio viaggio ... ormai dell’anno scorso. Un'altra estate si avvicina con un’altra meta, ma l’Argentina, e il Sud America in generale, ormai è nel mio cuore.
Sempre con il coche cama abbiamo raggiunto Puerto Iguazú, una cittadina che, con la sua posizione strategica per raggiungere le famose Cataratas, accoglie i turisti per la visita di una delle Sette meraviglie del mondo naturale. Inoltre ospita Las Tres Fontanas, unico posto al mondo dove si possono vedere tre Stati e tre confini (Argentina, Brasile, Paraguay) in un solo colpo d'occhio.
Merita un plauso anche l'hotel che abbiamo scelto e consigliamo caldamente: "125 Hotel". Situato in una buona posizione vicino al Terminal di Puerto Iguazú, quindi comodo sia per i pullman che conducano alle cascate e sia per partire verso altre destinazioni, offre anche la possibilità di cenare in un ottimo ristorante. Silvio, di origine italiana, con tutto il team è stato disponibile ad ogni nostra richiesta: l'ultimo giorno, nonostante il check out della mattina, ci ha concesso una doccia alla sera, dandoci anche tutti i confort (asciugamani, shampoo, bagnoschiuma) prima di partire per San Ignacio.
Per visitare bene tutti i parchi con assoluta calma ci vogliono almeno 3 giorni.
Noi siamo partite dal lato brasiliano. Abbiamo raggiunto, tramite una navetta, Foz do Iguaçu e l'entrata al parco (http://cataratasdoiguacu.com.br/). La visita sul versante brasiliano prevede una camminata dalla quale si possono ammirare le cascate presenti sul lato argentino. Per noi c'è stato anche il primo incontro con i coati. Consiglio: non mangiate in loro presenza. È una passeggiata che ha il suo culmine sulla passerella finale dalla quale è facile ammirare arcobaleni e la gola d'acqua che porta alla Garganta del Diablo, il punto di massima attrazione per i turisti



La visita sul lato argentino, invece, è più varia e certamente di maggior fascino (https://iguazuargentina.com/). La camminata tra le cascate prevede due percorsi: percorso superiore e percorso inferiore. Sono entrambi molto affascinanti e ti fanno vedere le cascate da prospettive diverse. Da non perdere: il safari e ovviamente andare sotto una garganta (ovviamente non del Diablo) con i gommoni. Il culmine però lo si raggiunge sulla passerella che conduce alla Garganta del Diablo: uno spettacolo che fa capire quanto l'uomo sia piccolo di fronte alla potenza della natura.
Un consiglio che vi posso dare: visitate il Parque Nacional Iguazú in due giorni. L'ingresso per il secondo giorno prevede una scontistica. Ricordatevi però di tenere il biglietto del giorno precedente o una foto di voi con le cascate sul cellulare che documenti la vostra visita altrimenti vi fanno storie e tentano di farvi pagare la tariffa piena.



Ultima tappa del nostro viaggio è stata San Ignacio e la Ruta gesuitica. Giornata molto affascinante. Misión Jesuítica Guaraní de La Santísima Trinidad del Paraná è veramente incantevole. Per visitarla siamo sconfinate in Paraguay e anche San Ignacio e tutta la parte museale meritano una sosta.

sabato 20 aprile 2019

Il Sacro oltre e nella Fede

Sacro è il corpo di una prostituta appena picchiata dalle mani dell'uomo che l'ha pagata e considerata un oggetto.
Sacro è il dolore di un figlio per la malattia di un padre.
Sacra è la gioia per la nascita di una bambina marocchina dopo una gravidanza con molte complicazioni.
Sacro è il bene fatto bene.
Sacra è la bellezza del digiuno con il sorriso in volto.
Sacro è il ramadan.
Sacra è la ṣalāt e il hijab.
Sacro è il silenzio e la contemplazione.
Sacra è la Croce.
Sacro è quel Volto penetrato dal dolore.
Sacro è ogni volto penetrato dal dolore.
Sacro è il Credo e la Fede qualunque essa sia.
Sacra è la vita.
Sacro è il barcone in mezzo al Mediterraneo da salvare.
Sacro è quel corpo in fondo al Mediterraneo.
Sacro è un porto sicuro.
Sacro è il desiderio di partire per il Mozambico per portare aiuto e competenza.
Sacra è l'accoglienza.
Sacra è la lealtà e la condivisione.
Sacra è la gratitudine.
Sacra è l'infanzia del bambino sfruttato dalle cittadelle del benessere del mondo.
Sacro è prendersi cura.
Sacro è il nostro pianeta perché è la nostra Casa.
Sacra è una mano tesa in soccorso di chi è caduto.
Sacro è il colore della pelle.
Sacro è il rispetto.
Sacra è la cultura di ogni popolo.
Sacro è l'amore.
Sacra è l’amicizia.
Sacra è l'etica.
Sacra è una vita investita verso il bene comune.
Sacro è il perdono.
Sacro è rinascere dopo il carcere.
Sacro è il 25 aprile.

Il Sacro è nel nostro quotidiano. Ci sono cose che non possono essere violate o messe in discussione perché sono il fondamento della vita di ogni essere umano. Tutti vogliamo vivere in un mondo di pace. Ma il primo passo è sempre il mio. La prima testimonianza è sempre la mia. Incominciando da me capisco che ci sono tante persone (più di quante pensiamo) che vivono il Sacro nel loro quotidiano.

giovedì 4 aprile 2019

Per chi non ha Voce - Sermig

Oggi a mezzanotte esce in tutti i negozi digitali (iTunes, Apple Music, Spotify, Amazon, Play store...) Per chi non ha voce, nuovo singolo del Laboratorio del Suono. Scelto dal Sermig, sarà l’inno dell'Appuntamento dei Giovani della Pace di Bergamo dell'11 maggio 2019 per dire insieme: Basta Guerre! Una sola voce, unita contro tutte le guerre che affliggono il nostro mondo, per dare voce a chi oggi non ce l’ha.
ISCRIVITI al sesto Appuntamento dei Giovani della Pace

Ascolta il brano

domenica 3 marzo 2019

Argentina 2018 - Salta la linda e Clorinda e il barrio

Salta la linda! Facilmente raggiungibile da Buenos Aires in aereo o con i famosi coche cama. Noi abbiamo preferito, esclusivamente per ottimizzare i tempi del viaggio, l'aereo. Abbiamo volato da Buenos Aires su Salta con la compagnia Andes https://www.andesonline.com/. Per visitare solo la città di Salta ci siamo affidate a un'agenzia in loco, non mi ricordo il nome ma è a due passi dalla Iglesia San Francisco. Tra l'altro c'è anche un tour con un autobus scoperto che parte direttamente dalla piazza centrale di Salta,  Plaza 9 de Julio. Gli orari sono un po' limitanti, ma si può tranquillamente programmare la giornata adeguandosi alla partenza. Abbiamo fatto un tour in autobus: un percorso tra le vie del centro tra le bellezze coloniali, per poi giungere al Cerro San Bernardo. Lì arriva l'ovovia che parte a due passi dal centro di Salta e si può ammirare un bellissimo panorama della città.
Per quanto riguarda i musei imperdibile il Museo de Alta Montaña (http://www.maam.gob.ar/).
Il Museo di Alta Montagna (MAAM) nasce dalla volontà di divulgare i risultati svolti sui "Bambini di Llullaillaco", una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. Tre bambini sono stati trovati nel marzo 1999, conservati dal freddo, nei pressi del vulcano Llullaillaco a 6700 metri sul livello del mare. Oltre ai bambini, sono stati trovati un centinaio di oggetti che componevano il loro corredo funerario che li avrebbe dovuti accompagnare nel loro viaggio verso l'aldilà. Le indagini condotte hanno rilevato che le mummie risalgono a 500 anni fa, durante l'era Inca, poco prima dell'arrivo degli spagnoli. Il Museo presenta in modo didattico, e allo stesso tempo da una prospettiva scientifica, questa scoperta che permette di vedere e comprendere una cultura che ancora oggi rimane viva in gran parte dell'America andina.
Imperdibile una cena e una sosta alla sera nella piazza centrale Plaza 9 de Julio. Atmosfera deliziosa.



Gustata Salta siamo partite con il coche cama alla volta di Clorinda, nel centro nord dell'Argentina. Direzione una missione sostenuta con l'iniziativa "Sulla rotta per Ihanga" (http://www.sullarotta.org/).
Indicazione logistica: un sito molto ben fatto per la prenotazione dei coche cama è https://www.centraldepasajes.com.ar. Qui è possibile confrontare orari e le compagnie che percorrono le varie tratte in tutto il Paese. E' possibile comprare i biglietti direttamente ai terminal o, se si hanno le idee chiare, online già dall'Italia. Noi abbiamo scelto la seconda opzione. In ogni caso armatevi di pazienza: non sono mai puntuali.
Ma torniamo a Clorinda. l Barrio ACA e San Roque sono due baraccopoli sorte nella periferia di Clorinda, una città nel nord dell’Argentina al confine con il Paraguay, nella quale vi è un forte traffico di contrabbando. Sosteniamo suor Maggiolina e suor Julia nell'educare bambini e adolescenti di strada alla legalità, in modo che possano sentirsi persone rispettose di se stesse e incoraggiate ad aiutare gli altri.
Le famiglie sono molto numerose – la media dei figli per coppia è molto alta, fattore determinato anche dalle agevolazioni provenienti dallo Stato per chi ha sette figli - e, le più fortunate, vivono in una struttura in muratura composta da una stanza di pochi metri quadrati; la maggior parte delle case, invece, soprattutto nel barrio ACA, sono fatte di lamiere e teli di nylon. Le suore svolgono una duplice funzione: svolgono attività di catechismo con i bambini e sostengono le famiglie con viveri di prima necessità, come il latte. Grazie alla raccolta 2017 e alla collaborazione della gente del barrio, sono state costruite due sale funzionali sia per il catechismo e sia per la Messa domenicale. Nel barrio ACA il salone è dedicato al Divino Niño e, nei pressi della struttura, il Comune ha anche installato una cisterna d’acqua dove la popolazione può attingere per le necessità quotidiane della famiglia. Nel barrio San Roque, invece, la sala è arricchita dalla presenza di una piccola cucina per organizzare piccole feste per la comunità.