Sono iniziati i saldi e l'aggettivo scontato è in voga in questo periodo. A volte, però, diamo per scontato, sicuro, certo in partenza alcune vicende che fanno parte del nostro quotidiano, che viviamo costantemente, a cui dedichiamo tempo, energie, entusiasmo senza badarci, perché fanno parte così tanto di noi che diventano scontate, ovvie. Alcune volte capita anche di perdere per strada il significato, il perché dividiamo con gli altri tante attività e iniziative.
Basta però un avvenimento, come per me è stato un matrimonio, per fermati e capire che avere accanto amici che continuamente vivono il tuo percorso di vita, condividono con te non solo una cena o una serata in un pub o una vacanza o una chat di gruppo, ma gustano, scoprono e seguono il tuo essere Erika (Sgargi, Erikella, Erikuzza) nel mondo, non solo attraverso i social, non è una cosa così scontata: è una costante meraviglia che mi emoziona solo al pensiero.
Non è così scontato sentire, cantando a un matrimonio, di essere parte non solo di un coro, non solo di un gruppo di amici, ma di qualcosa di più grande; un'amalgama che lega vite diverse in un'armonia che non è solo bellezza al suono. Hai la percezione di trasmettere non solo note, ma il tuo modo d'essere che da sola non realizzeresti: ci vogliono tutte quelle voci per esprimerlo. Voci che sono vita, gioie e dolori condivisi: a volte urlati, a volte taciuti, a volte detti, a volte non detti ma in ogni caso condivisi in un mercoledì o in una delle tante domeniche, in un viaggio, in una risata in un pub, in un abbraccio inaspettato. Condivisi in un mistero più grande come può essere la fede, una fede anche questa espressa, taciuta, forte, flebile ma che nonostante tutto unisce costantemente, cementifica ma allo stesso tempo fa volare e mette le ali.
Di tutto questo non si può che essere grati.
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