La parola all’innovazione: quella che esce dai laboratori, dagli incubatori e dalle start-up e diventa società ed economia; idee e inventori italiani che collezionano successi e si aprono a nuove sfide grazie alle tecnologie legate al mondo dei social media. I social media sono entrati nel mondo dell’economia creando nuove prospettive sia per quanto riguarda la brand promotion sia per quanto riguarda la proposta di nuovi servizi e il feedback diretto con gli utenti: un’evoluzione del rapporto con le persone che richiede nuove energie, nuove strategie e soprattutto nuove professionalità. Non solo startup digitali, però: affronteremo la “cultura del fare” in ambiti in cui, grazie ai nuovi media, la partecipazione ha creato e crea contesti applicativi nuovi, partendo dalla buone pratiche e da incontri con chi, cavalcando per tempo l’onda positiva dell’innovazione, ha maturato competenze e esperienze condivisibili.
Per info: http://socialmediaweek.org/torino/
"Più mondo vedi, più persone immagini di poter essere"
Michela Murgia
martedì 25 settembre 2012
domenica 9 settembre 2012
If thou must love me - Browning Barrett, Elizabeth
Altra stupenda poesia conosciuta con il programma radiofonico - La guardiana del faro.
If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
I love her for her smile--her look--her way
Of speaking gently,--for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of ease on such a day--
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee,--and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheek dry,--
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby!
But love me for love's sake, that evermore
Thou may'st love on, through love's eternity.
If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
I love her for her smile--her look--her way
Of speaking gently,--for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of ease on such a day--
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee,--and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheek dry,--
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby!
But love me for love's sake, that evermore
Thou may'st love on, through love's eternity.
sabato 8 settembre 2012
Le scarpe: ognuno indossi le proprie
Le scarpe. Un accessorio che calziamo tutti i giorni. Che siano da ginnastica, col tacco, mocassini, paperine, stivali, infradito, saldali, proteggono il nostro piede dalle avversità presenti sul terreno. Ognuno decide quali indossare. Comode o scomode, per un'occasione o per la routine quotidiana, tante o poche ... l'importante è starci bene dentro e soprattutto che siano funzionali al loro compito.
Ma le scarpe possono aprire altri scenari di riflessione.
A volte si ha la pretesa di sapere come altri le indossano sia dal punto di vista "estetico" sia da un punto di vista "metaforico". Nessuno può stare nelle scarpe degli altri (in tutti i due sensi letterali di questa frase) e nessuno può giudicare come e perché quelle scarpe vengono calzate e portate. Ognuno deve indossare le proprie al meglio senza pretendere di entrare in quelle di altri. Perché quando si cerca di entrarci ci si rende conto che possono essere strette o larghe, comode o scomode per il nostro piede e soprattutto da quella prospettiva si ha una visione limitata della persona che le indossa. Solo il proprietario delle calzatura ti può descrivere come cammina con quelle scarpe nelle strade della sua vita. La pretesa di saperlo a priori preclude ogni conoscenza, ogni spazio di scoperta e di cammino, qualunque esso sia ...
Se avessi fatto, per esempio, il cammino di Santiago nelle scarpe di un mio compagno di viaggio sicuramente non avrei fatto neanche un chilometro ... ma 24 scarpe hanno fatto 160 km cercando di conoscersi e capirsi nonostante le diversità che, fortunatamente proprio perché esistono (bisogna solo saperle accettare mettendosi in discussione), danno sapore, gusto e colore alla vita.
Ma le scarpe possono aprire altri scenari di riflessione.
Se avessi fatto, per esempio, il cammino di Santiago nelle scarpe di un mio compagno di viaggio sicuramente non avrei fatto neanche un chilometro ... ma 24 scarpe hanno fatto 160 km cercando di conoscersi e capirsi nonostante le diversità che, fortunatamente proprio perché esistono (bisogna solo saperle accettare mettendosi in discussione), danno sapore, gusto e colore alla vita.
venerdì 31 agosto 2012
Arrivederci
”Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo … Una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio, soprattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa.”
Citazione da “Conversazioni notturne a Gerusalemme” di Carlo Maria Martini.
Eugenio Scalfari - La fede e il dubbio (1.9.2012 - La Repubblica)
G. Barbareschi, R. Spreafico. «Il credente e il non credente che è in me» (articolo originale)
G. Barbareschi, R. Spreafico. «Il credente e il non credente che è in me» (trascrizione sul sito della Diocesi di Milano)
La7.it - Intervista
Il lembo del mantello - La videointervista di Gianni Riotta al Cardinal Martini
Vito Mancuso - "Rifiuto cure, testimonianza di libertà"
Don Luigi Ciotti - ''Era capace di parlare chiaro senza ipocrisie''
giovedì 30 agosto 2012
Il sorriso
Il sorriso consapevole e il ghigno inquieto.
C'è il sorriso di chi non perde mai la genuina capacità di meraviglia.
C'è il sorriso di chi intuisce di aver compreso o che mai comprenderà.
C'è il sorriso di chi si apre all'altro e quello di chi si fa scherno del pensiero altrui.
Torino spiritualità 2012
martedì 14 agosto 2012
Tentativo di gelosia
Barbara Alberti mi ha fatto conoscere poesie bellissime. Eccone un'altra di Marina Cvetaeva.
Come state con quell'altra
- più semplice, vero? - Un colpo di remo!
Lungo la linea della costa se n'è andato
presto il ricordo di me, isola flottante?
(nel cielo - non sulle acque!)
Anime, anime! - sorelle dovete essere,
non amanti - voi!
Come state con una donna semplice?
Senza divinità?
Deposta dal trono la sovrana
(e da esso disceso), come state
- vi date da fare - vi raggrinzite?
Vi alzate - come?
Con il dazio dell'immortale
mediocrità come ve la cavate, poveretto?
"Spasimi e intermittenze, basta!
Mi prenderò una casa."
Come state con una qualsiasi
- voi, eletto mio?
V'è più connaturato e commestibile il cibo?
Non nascondere il successo!
Come state con un simulacro
- voi che avete calpestato il Sinai?
Come state con un'estranea, una "terrestre"?
Per la costola - v'è cara?
La vergogna con le briglie di Zeus
non vi frusta la fronte?
Come state - Come vi sentite - cosa potete?
Cantate - come?
Con la piaga dell'immortale coscienza
come ve la cavate, poveretto?
Come state con un articolo da mercato?
La servitù è dura?
Dopo i marmi di Carrara come state con la polvere di gesso?
(Dio scolpito, in una gleba - e frantumato!)
Come state con una centomillesima
voi, che avete conosciuto Lilith!?
Dell'ultima novità di mercato siete sazio?
Stanco delle maghe, come state con una donna terrestre,
senza i sesti sensi?
Via, per la testa: siete felice?
No? Nella frana senza profondità
- come state, mio caro? E' più pesante?
E' forse così - come per me con un altro?
Come state con quell'altra
- più semplice, vero? - Un colpo di remo!
Lungo la linea della costa se n'è andato
presto il ricordo di me, isola flottante?
(nel cielo - non sulle acque!)
Anime, anime! - sorelle dovete essere,
non amanti - voi!
Come state con una donna semplice?
Senza divinità?
Deposta dal trono la sovrana
(e da esso disceso), come state
- vi date da fare - vi raggrinzite?
Vi alzate - come?
Con il dazio dell'immortale
mediocrità come ve la cavate, poveretto?
"Spasimi e intermittenze, basta!
Mi prenderò una casa."
Come state con una qualsiasi
- voi, eletto mio?
V'è più connaturato e commestibile il cibo?
Non nascondere il successo!
Come state con un simulacro
- voi che avete calpestato il Sinai?
Come state con un'estranea, una "terrestre"?
Per la costola - v'è cara?
La vergogna con le briglie di Zeus
non vi frusta la fronte?
Come state - Come vi sentite - cosa potete?
Cantate - come?
Con la piaga dell'immortale coscienza
come ve la cavate, poveretto?
Come state con un articolo da mercato?
La servitù è dura?
Dopo i marmi di Carrara come state con la polvere di gesso?
(Dio scolpito, in una gleba - e frantumato!)
Come state con una centomillesima
voi, che avete conosciuto Lilith!?
Dell'ultima novità di mercato siete sazio?
Stanco delle maghe, come state con una donna terrestre,
senza i sesti sensi?
Via, per la testa: siete felice?
No? Nella frana senza profondità
- come state, mio caro? E' più pesante?
E' forse così - come per me con un altro?
sabato 11 agosto 2012
Hola, buen camino
Eccomi ritornata a casa.
Il cammino si è dimostrato molto arduo dal punto di vista fisico. In più di una occasione la fatica e i crampi hanno completamente catturato la mia attenzione senza lasciare spazio alla contemplazione cosmica in cui ero immersa.
Ma ciò mi ha fatto capire che il cammino di Santiago, come qualunque pellegrinaggio, è un concentrato, un succo della vita: un percorso fatto di salite e discese, di condivisione e solitudine, di fatica e di gioia.
Hola, buen camino, il saluto che mi ha accompagnata nei 160 km - da Pedrafita a Santiago -, proclamato da credenti e non, dovrebbe essere la vitamina che ogni giorno dovremmo somministrarci reciprocamente. Un po' come il potassio e il magnesio, indispensabili per lo sforzo prolungato compiuto durante il cammino.
Allora buen camino a tutti, nel momento di vita in cui siete, nella libertà di viverla, nella gioia e nella sofferenza che manifestate o celate, nelle sconfitte e nel successo, nell'amore e nell'astio.
Buen camino seguendo quel germe di bene che è innestato dentro ogni persona, pronto per essere annaffiato e coltivato per farlo crescere e vivere nelle nostre azioni, fuori di noi.
Le foto: https://www.dropbox.com/sh/206j4fnm40woww6/okF-efOotA
Hola, buen camino, il saluto che mi ha accompagnata nei 160 km - da Pedrafita a Santiago -, proclamato da credenti e non, dovrebbe essere la vitamina che ogni giorno dovremmo somministrarci reciprocamente. Un po' come il potassio e il magnesio, indispensabili per lo sforzo prolungato compiuto durante il cammino.
Allora buen camino a tutti, nel momento di vita in cui siete, nella libertà di viverla, nella gioia e nella sofferenza che manifestate o celate, nelle sconfitte e nel successo, nell'amore e nell'astio.
Buen camino seguendo quel germe di bene che è innestato dentro ogni persona, pronto per essere annaffiato e coltivato per farlo crescere e vivere nelle nostre azioni, fuori di noi.
Le foto: https://www.dropbox.com/sh/206j4fnm40woww6/okF-efOotA
Iscriviti a:
Post (Atom)
